Ott
10

Uno dei tanti ricordi del mio terapeuta

Filed under (Psicologia) by Antonio Dessì on 10-10-2016

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Sono tanti i ricordi della mia psicoterapia personale, ormai conclusa da anni. Un percorso necessario per chiunque come me voglia fare lo psicoterapeuta ed essere di reale aiuto alle persone.

Il mio terapeuta era una persona molto discreta, a volte lo percepivo come chirurgico, rigido e severo, a volte sapeva essere dolce come il miele. In effetti un po’ rigido era, perlomeno era così con me. Lui non spiegava molto quello che stava succedendo sul piano di relazione. Agiva ed io rimanevo con mille quesiti, a volte anche paranoici sul perché, sul come, su cosa mi facesse sentire quel percorso che stavo facendo con lui in quella stanza. Ogni volta me ne andavo via con qualcosa. Era inevitabile, anche se io facevo di tutto affinché questo non succedesse.

Il mio terapeuta era una persona molto creativa. A volte la sua creatività era lo strumento più forte che riusciva a toccare il mio bambino interiore. Con gli altri non era proprio possibile accedere.

Usava le metafore, molto spesso, ma non solo questo. Sono strumenti potentissimi in psicoterapia e lui le sapeva cucire ed usare benissimo addosso a me.

Un giorno mi rimandò l’immagine di un delfino in mare aperto, e sotto tutti i barracuda che nuotavano. Immagine che all’inizio non mi preoccupò molto. Del resto, ero abituato a ciò, perché avrebbe dovuto spaventarmi?

Io non compresi subito cosa significasse tutto questo. E da li iniziò il mio lavoro su questa metafora.

Mi chiese: “Cosa succede al delfino se resta li?”

Io sinceramente non avevo minimamente in mente che rischio ci potesse essere. Mi sembrava quasi un interrogazione dopo aver visto Quark.

E Lui: “Affoga

Lo ammetto, ci ho impiegato anni a capirlo e ho dovuto sperimentare in vivo tutto, per poi ritornare, per poi osservare da altre prospettive. Mettermi nei panni del delfino. In quello del barracuda. Osservarlo nelle relazioni, osservarlo nel mio dinamismo psichico, in entrambe le parti.

Per me questa è bellezza, e mi sono formato così, in tantissimi anni, lavorando prima su di me.

Questo è solo un frammento piccolissimo di tutto il mio percorso didattico come terapeuta. Un minuto di colloquio cronologico. Anni di lavoro interiore e comprensione. Ve lo racconto perché prima di essere seduto sulla poltrona del terapeuta, sono stato a lungo dall’altra parte. E spesso ho scalciato come tanti di voi.

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Antonio Dessì



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