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Burattinai senza scrupoli e burattini che non si amano: la manipolazione affettiva

Filed under (Psicologia) by Antonio Dessì on 25-09-2016

Ci sono relazioni che sono davvero incapaci di produrre amore. La trama di relazioni così altamente disfunzionali, spesso di sfumatura narcisistica o su terreni affettivi a rischio di frana, si muove in maniera subdola, a volte con le lusinghe, con i rituali e tanti altri modi di manipolare. A volte appare come semplice abitudine a chi, “drogato” dalla relazione, ripercorre i suoi drammi esistenziali. Occorre forza e tecnica per rompere lo schema psicologico sottostante perché la relazione alimenta un circolo vizioso autoperpretante che si muove in maniera più attivante attraverso i vissuti affettivi della rabbia, e la disperazione per la perdita (con sintomatologia distimica, bipolare o di labilità affettiva -facilità al pianto). Oggetto di intervento in psicoterapia, in questi casi.
La rabbia/disperazione diviene un guinzaglio relazionale, anche laddove la persona che ti ha manipolato ti sembra esser sparita. In realtà attende serena il tuo ritorno, ti può pungere sul senso di colpa, ora il complimento spassionato o una “rabbiosa” pacatezza e apertura di “plastica”, ora il silenzio sacrale. Ma non dimenticare che il gioco al massacro è stato fatto a due, ed è di te ora che devi occuparti.
In psicoterapia questi disagi relazionali richiedono tempo, cura, tecnica e una buona alleanza terapeutica per essere risolti.
La comprensione della rabbia, dei significati che veicola, ma anche della ferita aperta dove il manipolatore o manipolatrice si è, inconsapevolmente, inserito/a (ripetendo un copione spesso trionfante e grandioso della sua storia, ma anche del suo dramma e psicopatologia connessa), restituisce amore.
La capacità di scegliere, e di amare liberamente senza guinzaglio, laddove questo è l’unico strumento che ha l’incapace d’amore, e per te l’unico modo per sentirti ancora non essere amato/a perdendo così la tua attitudine ad essere felice, o non consentendoti mai di conoscerla.

Grazie a tutti coloro che ogni giorno mi raccontano e mi mostrano un mondo relazionale di torture, di manipolazione, e di sofferenza.C’è moltissimo lavoro da fare, tanto. Un materiale preziosissimo che mi stimola a crescere, studiare ed essere sempre più efficace in tempi brevi per chi mi chiede aiuto.

Antonio Dessi



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