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Tradimento: è utile chiedersi i perchè?

Filed under (Società) by Antonio Dessì on 24-03-2016
Il tradimento è un’esperienza che può essere vissuta all’interno delle relazioni di coppia. L’aspetto curioso dell’interpretazione che si da di questo fenomeno è il come ci si racconta che tutto questo possa avvenire.
Facile trovare una logica lineare: cattivo chi ha tradito, buono chi viene tradito, “lui è un don Giovanni“, “Lei è una ninfomane” …
Gli eventi conflittuali espongono costantemente i due partner di una coppia alla ricerca di un senso. Senso che molto spesso viene a mancare e che viene saturato dalla ricerca dei perché, un vortice che ingoia le persone e le imprigiona nelle sabbie mobili dell’ossessione.
Per uno psicologo e per uno psicoterapeuta queste domande non possono che decretare la necessità di superare una logica lineare (questo evento è causa di questo) e aiutare la persona ad inserire ciò che è successo all’interno di una trama narrativa di coppia e restituire una coerenza rispetto alle attivazioni emotive che hanno portato al tradimento.
Se si fa una ricerca su internet, e sicuramente chi è stato tradito, ma anche chi ha tradito fa alla ricerca disperata di senso, spesso si imbatte in una valanga di informazioni che tentano di dare spiegazioni razionali a ciò che può essere successo. Manca intimità, i figli, i cambiamenti, il mutuo…il nido vuoto, il conflitto che viene evitato…
Non dico che questi elementi non possano esserci, ma una reale comprensione non può avvenire indossando un abito di spiegazioni già confezionate.
Si cerca di capire se il tradimento vero sia quello pensato o quello agito, se chattare con un “partner virtuale” sia tradimento oppure o no, e persino se chi tradisce possa essere portatore di un gene specifico che in determinate occasioni e a determinati stimoli possa attivare tale ignobile comportamento.
Il tradimento è tendenzialmente una mossa relazionale ad attivazioni emotive che nascono nel contatto con l’altro e nella sua psico-logica vede la possibilità di analisi su più piani, quello individuale e quello della relazione.
Non v’è dubbio sul fatto che il tradimento sia fonte di sofferenza, ma è anche vero che questa è proporzionale al grado di conoscenza che i due partner hanno di sé stessi.
Si arriva a costruire una coppia attingendo ad un bagaglio personale, e in questa negoziazione, spesso implicita, si costruiscono dei vincoli: per esempio quelli di un’unione perfetta.
Troppo spesso ci è stato insegnato che la coppia che funziona è quella caratterizzata dal nido d’amore, dall’assenza di conflitto, dal fare tutto assieme, dall’essere sempre d’accordo.
Nella discussione sul tradimento, spesso fonte di accesi litigi che hanno le più svariate sfumature a seconda di chi riesce a detenere maggiore controllo su ciò che è successo, si perde spesso una considerazione molto importante che riguarda gli esseri umani, ovvero, che siamo inseriti in una trama intersoggettiva e che da questa non possiamo mai slegarci. In questa trama intersoggettiva si muovono dei significati individuali, i miti familiari, l’intreccio di due storie.
L’esperienza intersoggettiva e il legame di attaccamento costituiscono due aspetti costitutivi del percorso evolutivo di ogni essere umano. Queste due tematiche sono spesso state studiate separatamente, ma con l’andare avanti degli approfondimenti anche provenienti dal lavoro di tanti clinici che operano anche in ambito psicoterapeutico si è andato ad evidenziare che queste due dimensioni sono strettamente intrecciate e concorrono a contribuire ad un tema più generale che è quello della formazione e dello sviluppo del Sè.
Questo significa che in una prima fase della coppia, l’idealizzazione porta quasi ad annullare totalmente quelle che è il reale bagaglio che ognuno si porta sulle spalle, e paradossalmente ciò che sembra indicare una forte vicinanza tra le due persone non è che una splendida distanza da ciò che si è realmente. Qualcuno ha lo zaino sulle spalle e non sa di averlo, altri lo poggiano e fanno finta di niente, ma in ogni caso, per mantenere un senso di Sè quel bagaglio c’è sempre. Ed è nei momenti di azione che possiamo vederlo: il tradimento è uno di questi.
La discrepanza tra ciò che si è pensato di costruire con quel partner e la conoscenza reale e profonda che si ha del proprio partner determinano la dimensione del dolore.
Se l’attaccamento tiene le persone vicine in modo che l’intersoggettività possa manifestarsi e approfondirsi, l’intersoggettività crea, dall’altro lato, le condizioni che consentono l’attaccamento.  E se questo è vero, ognuno ha la propria storia.
E’ un po’ come se la coppia si fosse regalata un bel biglietto aperto in agenzia di viaggi, immaginando Maldive, Brasile … senza considerare il budget e le reali possibilità.
La prima reazione al tradimento può essere devastante: inseguimenti, cercare il terzo che ha “rovinato una famiglia” (ma questi sono solo esempi di tanti)… ma allo stesso tempo contiene un messaggio preziosissimo che quella relazione vi sta offrendo: una possibilità di cambiare.
E’ assolutamente vero che ci sono uomini che tradiscono perché sentono forte il senso di costrizione di una relazione, ma è anche vero che ci sono donne che una volta raggiunto l’uomo che desideravano smettono di desiderarlo e ricercano altrove.
Le motivazioni sono tutte molto personali e strettamente ancorate alla propria esperienza di vita e alla propria organizzazione di senso, ovvero, quella matrice che orienta la persona nella costruzione di spiegazioni su ciò che succede. Ed ognuno ha la sua, e nella coppia si è in due! Non esiste un giusto e sbagliato, non siamo alla Feltrinelli a comprare uno di quei terribili libri che ci insegnano a montare un cuore in Lego.
La conoscenza di Sè, e capire il senso di quella relazione e cosa ci ha insegnato di noi nell’interazione con l’altro.
Litigare significa spesso non accettare, ma ancor di più “mancanza di senso”, e questo potrebbe portare a un lungo periodo straziante di continue ruminazioni su tutto ciò che è successo, su cosa è giusto, su cosa ha fatto, su come il partner traditore ha assunto per esempio una valenza di umiliazione verso l’altro/a.
Pertanto, basta parlare di geni del tradimento. Basta ricercare soluzioni e logiche razionali a qualcosa che non può essere razionale. Basta parlare di una coppia perfetta costruita in Lego. La sfida maggiore è accettare e sposare una teoria della complessità.
Il tradimento parla della coppia reale, e mette i due partner davanti allo specchio, spesso con la sensazione di non riconoscere più chi si ha davanti.
E allora bisogna scegliere:
rimettersi la maschera e litigare o iniziare ad articolare senso e comprendere come quell’evento si è costruito?


7 commenti già pubblicati, aggiungi il tuo!

Annamaria on 9 Marzo, 2014 at 09:48 #
    

Caro dottore, leggo con molta malinconia!
Senza nessuna maschera psicologica, non faccio parte di una coppia in lego e non conosciamo, mio marito ed io…che cosa sia il tradimento! Dopo 44 anni di vita insieme! Lei insiste su questo concetto, come se fosse ineluttabile, non è così! Diventa necessario quando non si ha avuto la Capacità di amare l’altro o è venuta a mancare quando non si è amato Veramente…è questione di saper donare il Sè, nel bene e nel male…senza peraltro tradire mai! Forse si tratta solo di DNA? Fortuna o Caso? Anche! Saper guardare i difetti della persona a te vicina, come virtù? Anche! Goethe così si esprimeva. Altro ci sarebbe, ma non è il luogo. A lei, che è giovane, auguro di cuore tutto l’Amore che ho dato e ricevuto nella vita e dalla Vita!
Buona domenica.Ancora complimenti, anche a lei, come a Giano…caratteristica dei sardi, in genere, mi sembra! DNA, ancora? Ironia e sensibilità raffinate!
Annamaria


Antonio Dessì on 9 Marzo, 2014 at 10:24 #
    

Cara Annamaria, La ringrazio tanto per l’attenzione al mio blog e ai miei articoli. Devo dirle che la capacità di amare l’altro non è qualcosa che si compra al supermercato, e certamente molte coppie si ritrovano a confrontarsi con eventi quali il tradimento. Ma questo è uno di tanti. La ringrazio per aver scelto il mio blog per la sua testimonianza, sentita e importante per tutti coloro che leggeranno. Grazie


Annamaria on 9 Marzo, 2014 at 13:00 #
    

Caro dottore, la ringrazio moltissimo per la risposta, non di circostanza! Ma sentita e assimilata! Potrebbe essere mio figlio…anzi è come se fosse mio figlio! Ha la stessa sua età! Ho avuto cura e passione di madre di insegnare a mio figlio, certi principi fondamentali della vita di coppia! Con l’esempio e
non solo! Infatti, ci porta sempre come esempio…di fronte a chi si confronta con lui! Nonostante…i battibecchi che ci sono stati! Sani fino al midollo!
Ma Dicono che…sono il sale della vita…anche! Ci vogliono!!!Ribadisco…che conosco solo
coppie come noi, che resistono al tempo e…allo spazio…di una vita insieme!
Non è retorica e non è poesia! Solo semplice realtà! Ma…ci vuole anche un pizzico di poesia…dopo una vita insieme ,ho avuto e ho, nel mio tramonto, anche questa! Spero sempre, nel mio ultimo addio, che sia …mio marito a chiudere i miei occhi…e a tenermi la mano…me ne andrò felice…di aver vissuto! Sempre un caldo augurio per ogni coppia che si riconosca! E a lei figlio mio e della Madre Terra, lo stesso augurio! Da chi ha avuto la Fortuna…di aver già vissuto! Buona Vita, con affetto!
Annamaria


alessandro on 30 Marzo, 2016 at 18:02 #
    

Salve, Mah, che dire..io che ho vissuto in prima persona questa esperienza, posso solo dire che anche io, son stato educato o perlomeno, ho vissuto, con gente stereotipata, ma ho imparato da solo che la vita e’ una…una sola, quindi, non mi sento di dire che metto una mano sul fuoco, su chi mi chiudera’ gli occhi l’ultimo giorno della mia vita, ma spero che nel viverla, abbia sempre qualcuna che amo che me li sappia far tenere aperti o chiusi anche solo per sognare….

Saluti Dottore


MICHELE on 1 Aprile, 2016 at 11:54 #
    

Non ho capito se è un DNA che porta al tradimento oppure se l’ambiente, i rapporti umani, col coniuge o con altri, possono influire sulle proprie scelte di vita


sardus filius on 2 Aprile, 2016 at 08:11 #
    

Vorrei ringraziare la signora Annamaria per gli auguri. Ho sempre pensato che si deve cercare nel profondo di noi stessi il motivo per cui non siamo fatti per vivere da soli, e capire così come ci si dona ad un’altra persona. Si scopre, ad un certo punto, che l’amore tra un uomo e una donna può essere l’esperienza umana che più si avvicina al divino. Anche noi, che abbiamo appena passato i 35 e andiamo verso i 40, abbiamo spesso la sensazione di avere il destino in comune, di qua e di là, come se ci fossimo sempre conosciuti, anche se ci siamo trovati da un anno. Per questo mi hanno commosso le parole della signora Annamaria sul tramonto. Anch’io non penso che questi siano casi rari, ma neppure diffusi come dovrebbero, se ci ricordassimo che cos’è un essere umano e perché esiste. Invece tutto viene mercificato, tutto ha un valore, e anche l’affettività e il sesso sono come materiale di consumo, usa e getta. Queste sono le premesse delle incomprensioni e dei distacchi. Tutti capiscono che in questo modo è impensabile sostenere una vita completa, piena, ricca d’amore, cioè dell’unica cosa per cui ha senso vivere. Ti amo amore mia


pia on 3 Aprile, 2016 at 19:38 #
    

E’ anche una grande comodità cambiare aria molto semplicemente e con grande superficialità.